Don Pasquale Liberatore

Pasquale Liberatore era nato a Palazzo San Gervasio (Potenza) il 27 marzo del 1932. Ha emesso i suoi primi voti a Portici (Napoli) all'età di 16 anni (1948).

Studiò teologia a Messina dove divenne sacerdote il 29 giugno del 1958. Fu direttore a Venosa (64-66) e a Santeramo in Colle (66-70).

 

Dal luglio del 70 inizia la serie di incarichi come direttore di case di formazione: San Tommaso di Messina (70-72), Castellammare di Stabia (82-83), San Tarcisio di Roma (83-84). Due volte ispettore prima dell'ispettoria Italia Meridionale (IME) dal 1972 al 1978, e poi dellispettoria Italia Ligure-Toscana (ILT) dal 1984 al 1990. Dal 78 al 84 svolge il ruolo di responsabile CISI (Conferenza delle Ispettorie di Italia) per la formazione permanente dei salesiani.

 

Dal 1 settembre del 1990 è chiamato alla Casa Generalizia per affiancare nel suo lavoro don Luigi Fiora. Dal 1992 lo sostituisce divenendo il postulatore generale per la causa dei santi della congregazione salesiana.


In quest'ultimo suo incarico don Liberatore rivela tutta la sua passione contribuendo notevolmente all'arricchimento del "paradiso salesiano". Si introducono molte cause e si consolidano quelle già avviate sino a vedere agli onori degli altari, riconosciuti dalla Chiesa Universale e additati alla venerazione del Popolo di Dio come modelli di virtù, i santi martiri Luigi Versilia e Callisto Caravario,; i beati suor Maddalena Morano, sig. Artemide Zatti, don Luigi Variara, suor Maria Romero Meneses, don Giuseppe Kowalski e i cinque giovani martiri polacchi dell'oratorio di Poznan, don Giuseppe Calasanz e i 31 compagni martiri spagnoli di Valencia e Barcelona. La lista dei candidati alla beatificazione e canonizzazione è lunga e in movimento grazie all'impegno di questo salesiano che ha lavorato per vedere universalmente riconosciuta la santità sbocciata dall'albero della spiritualità di Don Bosco. Ci mancheranno i suoi occhi azzurri e limpidi come il cielo, un piccolo assaggio di paradiso.

 

Si spegne serenamente all'età di 71 anni nel pieno del suo impegno che dal 90 non aveva conosciuto battute di arresto, tranne per il brevissimo periodo nel quale, due anni fa, aveva avuto la prima avvisaglia con problemi al cuore. Oltre ai tanti processi dei futuri santi e beati della FS, don Liberatore si stava occupando, per incarico del vescovo di Belluno mons. Vincenzo Savio, della causa di beatificazione di Papa Giovanni Paolo I, Albino Luciani.

 

Il ricordo del rettor Maggiore don Pascual Chavez

"Appena visto il primo pensiero che ho avuto è stata la grande riconoscenza a Dio per un confratello salesiano come don Liberatore, consacrato interamente a Dio e che ha saputo compiere con grande convinzione, gioia, efficacia e responsabilità tutte le missioni che la congregazione gli ha affidato Ricordo la dedizione con la quale lavorava nelle varie cause che ha aperto e accompagnato sino alla conclusione della santità riconosciuta universalmente. È stato grazie alla sua dedizione che la Famiglia Salesiana si è vista arricchire di tante figure di santi indicati come esempi di virtù.

Aveva chiesto di essere affiancato da un collaboratore, e ne aveva fatto pure il nome. Forse un presentimento. Arriva ben preparato all'incontro con Dio alla vigilia della festa di Ognissanti, degna conclusione della parabola di chi è stato un operaio che ha ben lavorato per il paradiso. Lo accompagniamo con la preghiera, l'affetto e la riconoscenza all'incontro definitivo con il Padre".

 

FONTE: sdb.org

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