Don Leonardo Cella

Don Leonardo Cella (Rignano G.1932 - Salerno 2011). Nell'immediato dopoguerra lo troviamo allievo nell'Istituto "San Giovanni Bosco" di San Severo. Dopo le medie è  a Torre Annunziata, dove frequenta le Superiori e veste per sempre l'abito di don Bosco. Finito il noviziato, viene mandato alla Crocetta di Torino. Qui compie sino in fondo gli Studi Superiori di Filosofia e Teologia. Nel frattempo frequenta la Facoltà di Lingue Straniere. In seguito si specializzerà (dopo diversi soggiorni estivi in Gran Bretagna e in Irlanda) in Lingua Inglese, in Francese e in Spagnolo. È ordinato sacerdote a Torino nella Basilica di Maria Ausiliatrice l'11 febbraio 1960. Nel medesimo anno celebra la sua prima messa nella chiesa matrice "Maria SS. Assunta" di Rignano Garganico. L'anno successivo lo ritroviamo a San Severo come insegnante dell'Oratorio e qualche tempo dopo, su proposta di Don Angelo Gentile, come docente di Teologia, a Castellammare di Stabia. Nel 1966 ritorna in Puglia. Per sei anni è direttore a Carmiano (Le). Dopo aver trascorso alcuni anni a Bari e a Soverato, è dal settembre 1979 direttore per tre anni a Santeramo e poi a Cisternino. Da qui Don Antonio Martinelli lo chiama a Napoli come Segretario del Consiglio Ispettoriale. Dal settembre 1990 è Vicario Ispettoriale. Nel gennaio  1992 gli tocca ispezionare anche le case delle missioni nel Madagascar e si accorge che c'è estremo bisogno di altro personale, soprattutto di sostituire alcuni missionari stanchi con forze più fresche. Cerca, ma non trova! Così, a sessanta anni appena compiuti, è lui stesso ad andare in missione. Lavora sodo e riesce anno dopo anno ad alleviare in parte le sofferenze degli isolani, a combattere l'arretratezza di quelle genti mettendo a frutto la sua intensa voglia di evangelizzazione. Intanto l'impegno continuo e il clima micidiale minano il fisico di don Cella. Dopo undici anni è costretto a rientrare in Italia. Soggiorna per breve tempo in varie località. Infine, si stabilisce  a Castellamare di Stabia e, dopo la chiusura della casa, si trasferisce al "San  Domenico  Savio" di Salerno, Istituto, dove sono curati i sacerdoti salesiani anziani e malati. Qui lo coglie la morte il 29 agosto 2011

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